Psicoterapeuta bambini e adolescenti

Tterapia psicodinamicaerapia Psicodinamica del bambino e dell’adolescente

La terapia psicodinamica consiste nel prendere in considerazione quegli aspetti del Sé che non sono pienamente consapevoli, incoraggiando l’esplorazione della dimensione emotiva ed inconscia della persona. Il terapeuta aiuta il paziente ad esprimere gli stati d’animo, i sentimenti e i vissuti, interpretando gli aspetti inconsapevoli che il paziente non è capace di riconoscere. A differenza di altre terapie nelle quali il terapeuta struttura attivamente la seduta o segue uno schema predeterminato, la psicoterapia psicoanalitica incoraggia il paziente a parlare (adulto) o giocare (bambino) liberamente di quello che gli viene in mente. Quando i pazienti si affidano alla “regola della associazioni o del gioco libero”, i loro pensieri si aprono e si dirigono verso molte aree fino ad allora sconosciute, che riguardano desideri, paure e fantasie inconsce, permettendo un arricchimento personale. La relazione tra terapeuta e paziente diventa essa stessa un’importante relazione interpersonale (transfert), una relazione che può diventare profondamente significativa ed emotivamente trasformativa.

Lo psicoterapeuta psicodinamico lavora per esplorare le dimensioni affettive e le esperienze di vita del paziente, con particolare attenzione a quelle infantili con la figura di riferimento nei primi periodi di vita; esperienze che mantengono un’influenza sulla vita attuale della persona.

L’obiettivo della cura della psicoterapia psicoanalitica è quello di aiutare il paziente a liberare se stesso dal marchio delle esperienze passate in modo da poter vivere con più pienezza il presente, andando oltre la remissione dei sintomi. Un trattamento efficace non consiste nel risolvere il sintomo, ma nel far emergere il vero Sè, portando la persona a vivere relazioni soddisfacenti, a fare uso del proprio talento, a comprendere se stesso in maniera più profonda e consapevole e a poter fare fronte ai cambiamenti della vita, in modo da poter essere pienamente vissuta. Non a caso Freud aveva definito la psicoanalisi come una “scienza delle tracce”, che vede i sintomi di un soggetto non come le alterazioni di una funzione mentale o somatica, non come uno squilibrio che deve essere risolto al più presto, non come un qualcosa che deve essere estirpato da una cura, come avviene nel discorso medico, ma come tracce di un conflitto che ha attraversato il soggetto, significanti di un significato rimosso che il soggetto respinge da se stesso, che manifesta il tratto più peculiare di sè, al quale lo psicoterapeuta deve cercare di dare “voce”.